Il dipinto è una vista di quello che sembra essere un lago calmo e riflessivo circondato da forme verdi e marroni che suggeriscono simultaneamente fogliame, rovine di pietra e formazioni rocciose naturali. In primo piano a destra si trova una figura umana simile a una sfinge, mentre il cielo sullo sfondo è pieno di nuvole scure e minacciose. Contrassegnato da una sensibilità gelida, poetica e perfino inquietante, la pittura di Ernst non è diretta o letterale ma provocatoria e suggestiva, incita a indagare i simboli, il linguaggio e le emozioni immagazzinati nella psiche umana ed evocati dalle sue immagini. Influenzato dall'interpretazione dei sogni di Freud come percorsi simbolici della mente, Ernst e i suoi compagni surrealisti esplorarono l'inconscio e l'irrazionale, credendo che la repressione dell'immaginazione umana e dei desideri inconsci fossero collegati al caos della vita moderna. Come l'istantanea di un frammento di sogno, l'inquietante e ossessionante immaginario visivo del dipinto suggerisce anche l'esperienza di dislocazione e alienazione di Ernst durante la guerra.




L'occhio del silenzio
Olio su tela • 108 x 141 cm